TRANSUMANZA ARTISTICA: dai pesci di legno al bijoux

 

Per anni ho realizzato pesci con legni di mare, che non si trovano piu’, e non so perche’. Pur avendo ancora scorte personali, non nego che la mancanza di tavole di pregio e’ uno dei motivi della riduzione della mia produzione di pesci. O forse no. Il fascino del bijox e’ lampante: relativamente veloce nella realizzazione, completo della gamma cromatica, apprezzato dal sesso femminile e libero nella creazione. Ho creato serie di bijoux dalle conchiglie, dai ricci, dai granchi, dalle vongole, dai gangilli. Ho mescolato legni rari a conchiglie, ho appreso l’arte della doratura e del kintsugi per creare “belle cose” dai riflessi multicolori da indossare o esporre.

Transumanze artistiche, e nemmeno tanto azzardate: il colore continua ad esprimersi su scala piu’ piccola ma non per questo meno creativa.

 

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Il primo pesce del nuovo anno: il ROSSETTO

(o BIANCHETTO, Aphia minuta)

 

BACKGROUND. Scelto perche’ 1) trasparente 2) difficile da realizzare  3) dubbio nella riuscita  4) scarso come modello anatomico. 

E si parte…….

 

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MATERIALI. Nei  miei precedenti 119 pesci ho impiegato ovviamente legno ma anche sughero, perspex, fiches di plastica, mosaico trencadis, seme, resine, alluminio, galuchat, gommalacca in scaglie, lucite, creta. Questa volta ho a che fare con un pesce trasparente e quindi blocco di plexiglass da 5 cm, mai usato prima. Bello!

METODI. Sega circolare a bassa velocita’, frullini con carte vetrate 80-160, carta abrasiva superfine, pasta abrasiva, vernici acriliche, rondella e vite, Dremel, trapano.

RISULTATI. Raggiunta sicuramente la caratteristica della trasparenza, i dettagli sono venuti abbastanza bene. Il grosso stomaco argentato con intestino visibile, i vasi sanguigni, i nervi sulla spina, l’occhio grande e nero, le pinne grandi e trasparenti sono ben differenziati e corrispondono al modello.

 

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PARTICOLARI. IL plexiglass e’ un materiale che non perdona, si graffia con nulla e per rilucidare e’ una grande fatica. Ha comunque il pregio di enfatizzare la profondita’ di solchi o fori che acquistano una forte impronta cromatica mantenendo la trasparenza.

 

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CONCLUSIONI. Credo di aver realizzato un bel pesce con un materiale innovativo e “rognoso”, difficle, ostico a molti artisti per le scarse doti fisiche. Bello per0’ fare un pesce senza colore o quasi, rispettando madre natura che l’ha creato trasparente. Mi restano dubbi sul montaggio. Si va dal semplice chiodo a parete a cornice colorata con pesce a sbalzo. Vedremo.

 

 

 

  


 

 

 

 

Storia di Nedo, granchietto livornese

 

Storia di Nedo, granchietto livornese DOC. Parte I

In un caldo giorno di settembre il granchietto Nedo viene mangiato da un polpo nel mare di Antignano (LI). Ne resta il carapace e basta, me lo porto a casa attento a non romperlo. Un vero peccato che Nedo finisca in polvere: creo la prima copia in resina amaranto e foglia d’oro.

 

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Segue…….

 

Storia di Nedo, granchietto livornese. Parte II

Con l’ombretto dorato intorno agli occhi Nedo diventa una famiglia, tutta in resina amaranto e foglia d’oro. I Nedi sono inclinati per poterti guardare dalla scrivania mentre lavori al PC, mentre altri Nedi sono calamitati per diventare magnets, sempre in 53 mm.

 

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Segue…….

 

Storia di Nedo,  granchietto livornese. Parte III

Ormai di Nedi ne girano parecchi, forse anche in acqua. Dedicato a tutti quelli che non vedono spesso il mare ma lo conoscono bene. 

Regalatevi un Nedo ordinandolo via FB, mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), tel 3396282331. Costano 25 euro e il ricavato va in beneficienza. 

Creati da Paolo Marzullo per www.legnidimare.it e Piccole Stelle onlus Natale 2021.

 

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