IL GRANDE SALTO: LA TERZA DIMENSIONE

 

Ho sempre fatto pesci a due dimensioni, a bordo netto, rappresentando i miei oggetti sul piano con angoli a 90 gradi. Il bassorilevo e' arte antica ed e' stato pensato per avvicinare maggiormente l'oggetto alla realta', e su questa base all'inizio del 2016 ho iniziato a rappresentare la terza dimensione. In realta' ho gia' plasmato pesci tridimensionali come nel "guizzo di amia" del 2014 

 

 

ricavato da tre blocchi di teak e affinato a mano fino ad ottenere la forma della leccia, ma l'idea e' stata basata dall'inizio del progetto su teste che escono dal mare avventandosi sull'osservatore. Sicuramente la tridimensionalita' arricchisce l'oggetto, lo avvicina alla relta' ma nel contempo elimina quel profilo artigianale che mi ha accompagnato per anni. Come sapete nei miei pesci non copio la realta' ma la interpreto cromaticamente, ridistribuendo il colore senza stravolgere lo schema naturale. Nel tridimensionale questo e' piu' difficile perche' i pesci sfumano molto dal basso verso l'alto, e cambia anche l'inserzione delle pinne che richiede intagli dedicati. Dal catalogo potete osservare come le prime creazioni del 2016 mostrano un profilo rotondo. 

Schermata 2016-03-12 alle 21.38.00In particolare il San Pietro decollato (sopra) segue uno schema cromatico complesso fatto di marrone (cioccolata e acqua ragia) e oro mentre la donzella pavonina (sotto) e' caratterizzata da una sovrapposizione di colore culminante nel verde-celeste del muso e nella intersecata finitura a righe verticali del corpo.

pavo smallDal 2016 tutti i pesci hanno bordi stondati. Credo che il cromatismo abbia finalmente incontrato la terza dimensione. Vedremo dove mi portera'.