IMG 4247Paolo Marzullo nasce a Livorno il 3 ottobre 1953 dove vive e lavora i pesci sul mare di Antignano. La sua formazione professionale inizia dalla laurea in medicina nel 1978 fino alle specializzazioni in cardiologia ed in medicina nucleare ed ai periodi di formazione all’estero. Ha conseguito numerosi riconoscimenti internazionali ricoprendo importanti cariche all’interno delle maggiori Società Scientifiche. Attualmente è direttore dell’UOC di Medicina Nucleare della Fondazione Toscana Gabriele Monasterio di Pisa CNR-Regione Toscana. L'esperienza di lavoro nel campo dell’imaging cardiaco lo ha sempre avvicinato alla policromia ed alle sfumature di colore.

La sua carriera artistica inizia nel 2005 sviluppando un genere di lavorazione di legni di mare basato su un mix di grafica, falegnameria e pittura, il tutto condito dalla fantasia. Dopo la prima pubblicazione del catalogo web nel 2013 (www.legnidimare.it), su cui è visibile l’intera produzione, ha esposto presso il Museo Piaggio di Pontedera (“L’oggetto ri-fiutato”novembre-dicembre 2014), nella XXXII Rassegna Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea BPW Italia, Livorno dicembre 2014 e palazzo Orlando sempre di Livorno (aprile-giugno 2015), anche con sessioni di fish-making dedicate alle scuola e elementari. A seguire nel 2015 ha tenuto una personale presso Villa Elisa a Ponsacco (PI), con il patrocinio del Comune e dell'Associazione Eliantus. L'ultima mostra "Legni fuor d'acqua" e' stata ospitata nel giugno 2018 dal Museo di Storia Naturale dell'Universita' di Pisa con il patrocinio del Comune di Calci.

La produzione artistica si basa su circa 90 opere che hanno come criterio evolutivo quello di un disegno reale del pesce, squisistamente morfologico, e di una colorazione che negli anni si e' fatta piu' complessa, mantenedo sempre il legame con la specie ittica che rappresenta. Dopo una parentesi che ha portato alla creazione di orecchini, portagioie in legno di mare e Galuchat (vedi fuori catalogo) e galline, l'interesse artistico e' tornato alle origini con i pesci ed i legni di mare, entrando nel mondo della terza dimensione.

 

Dicono di me …..… ma non date retta

Paolo Marzullo non lascia accatastarsi quel che trova in un’opera d’arte totale creata per sommatoria, ma trasceglie esclusivamente tra i legni spiaggiati dal mare, esaltandone le forme, casualmente donate loro dal lavorio dell'acqua, in accurati assemblaggi che danno vita a naturalissime creature marine: veri ritratti di pesci, come nella tradizione dell'illustrazione scientifica, che puntano ad un'oggettiva restituzione del loro aspetto fisico non senza attenzione anche al loro modo di essere. Un tipo di operare dunque molto diverso non solo dal gesto dadaista, ma anche da altri fantasiosi assemblaggi di materiale “ri-fiutato” maturati con successo negli ultimi anni sulla scena dell’arte.

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I suoi pesci non sono solo dipinti, e con una meticolosa cromia mimetica, ma restano liberi  nella terza dimensione e soprattutto la loro essenza mobilissima viene lasciata in potenza nella frammentazione dei loro corpi in parti giustapposte con rivetti, che rendono visivamente snodati quei pezzi di legno già come vivificati dalla lunga permanenza in acqua.

Il binomio arte-scienza trova insomma in queste singolari creature una nuova declinazione: ma ancora più singolare è che questo fare artigiano sia esperito da chi quotidianamente dialoga, nella sua professione medica, con le più raffinate e dettagliate immagini rese possibili dalla più aggiornata tecnologia digitale. Come a voler sottolineare lo stacco tra la propria realtà lavorativa e questo tempo “liberato”  dedicato alla creazione visiva: e se solo ai pesci che tutti abbiamo pescato da bambini, il ghiozzo e la bavosa, l'autore associa nel titolo anche il solenne nome scientifico latino, forse vuole suggerirci che alla fine maggiore importanza hanno proprio le più spensierate esperienze di vita.

Antonella Capitanio

 

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