ATIPIA

"deviazione morfologica o funzionale dal tipo fondamentale, che non costituisce perĂ² anomalia"

Ed infatti sempre di pesci si parla, cambia solo la tecnica che diventa multimateriale, abbandona l'amato legno di mare per utilizzare supporti inediti con risultati spesso sorprendenti.

Questa galleria riassume alcune opere realizzate nell'arco di 15 anni con componenti alternative, spesso tecnicamente difficili, e non sempre di effetto cromatico sovrapponibile ai legni di mare. Come per la definizione iniziale, non costituiscono anomalie perche' rispondono ai criteri di sempre: morfologia, dimensione, colore.

Vediamone alcune insieme:

triglia.jpg Triglia UFO, 2011

L'idea e' nata osservando gli scarti della lavorazione delle parti in plastica per moto della ditta UFOPLAST. Ho chiesto di avere delle "fiches" nei colori principali che sono state ricavate a mano da pezzi di scarto impiegando una sgorbia rotonda. I colori sono stati adattati al  modello di triglia standard eseguita poco prima (v. pesci) con la metodica classica. L'opera e' stata regalata al team manager del Team UFO Filippo Lamotte.

 

moby_tomo.jpg  MOBY TOMO, 2014

Moby tomo nasce dall'utilizzo di sezioni circolari di tronchetti (di mare) di svariate dimensioni incollate su una piattaforma di compensato fino a definire la forma della balena. Sulle singole sezioni, provenienti da 4-5 tronchetti di diverso diametro, si possono "leggere" i segni di incendi, di inverni particolarmente rigidi, di invecchiamento e l'effetto dei vermi che hanno canalizzato molte parti durante la permanenza in acqua.

 

losca.jpg   LISCA 2015

Lisca nasce dall'idea di utilizzare un vero pesce per la realizzazione dell'opera, in questo caso un sarago congelato di un Kg. La scarnificazione e' stata eseguita secondo le indicazioni dei manuali di tassidermia della Smithsonian American Art Museum, Washington D.C., USA. Trattato inizialmente a mano con bisturi e successivamente con perossido di idrogeno a 24 volumi. lo scheletro ha mantenuto la sua forma e consistenza da permetterne il monatggio su una sagoma di plexiglas. Testa e coda sono in tek, le pinne sono originali essiccate al sole e salate.

 

  GHIOZZO SEMATO 2015

Il ghiozzo semato e' nato al cinema mangiando le "seme" di zucca essiccate e salate. Le singole seme sono state verniciate in alcuni colori base e montate su plexiglas a simulare la forma del ghiozzo. A fine composizione abbondanti mani di coppale marino hanno garantito la stabilita' dell'opera, messa in pericolo dal fatto che col tempo le "seme" tendono a sbriciolarsi.

 

resinato_nero.jpg       RESINATO 2017

La recente passione per le resine mi ha spinto sull'utilizzo dell'epossidica trasparente per la realizzazione di "resinato", pesce atipico ma complesso nato immergendo in 2 cm di resina i pezzetti di faggio tagliati e riportando il tutto al pari dopo l'essicazione della resina. E' stato un lavoro piuttosto lungo rispetto allo standard che ha portato ad una delle migliori atipie da me realizzate.